Venturelli: “Svolgo questo lavoro con grande passione”

2 Dic 2020

Nel settore giovanile gialloblù ci sono allenatori e preparatori che dedicano tempo ed interesse ai ragazzi, sperando di poterli vedere un giorno vestire la maglia del Modena. Stefano Venturelli è uno di questi; da questa stagione è passato ad allenare le categorie Giovanissimi Under 14 e 15 agli Allievi Nazionali Under 16 e 17: “Quando il direttore Melotti mi ha comunicato questa promozione ho provato grande orgoglio ed emozione”. Venturelli prosegue dicendo: “Il mio obiettivo è migliorarmi sempre di più, sono partito allenando gli Esordienti fino ad arrivare agli Allievi grazie ai sacrifici compiuti in questi anni, anche se svolgo questo lavoro con grande passione”. Nel 2017 Stefano ha conseguito il patentino per allenare i portieri dilettanti e portieri del settore giovanile, nel mese di settembre ha ottenuto il patentino UEFA C e a breve seguirà il corso centrale di allenatore dei portieri a Coverciano.

Che rapporto esiste tra te e Andrea Garuti? Cosa hai imparato da lui?

“Oltre ad essere colleghi, tra me e Andrea esiste una bellissima amicizia, fondamentale per pianificare le attività da poi riproporre in campo. In questi due anni insieme da lui ho imparato veramente tanto sotto ogni aspetto; quando ci capita di allenare insieme i portieri, come in questo periodo visto che le attività sono bloccate, abbiamo le stesse idee e le stesse visioni sui ragazzi, questo è molto importante in quanto facilità gli atleti nell’ immagazzinare i concetti”.

 A proposito di questo, hai già intravisto dei miglioramenti nei tuoi portieri?

Sia l’anno scorso che quest’anno i portieri che ho avuto e che alleno, stanno crescendo molto sotto l’aspetto tecnico, tattico e della personalità. Devo dire che sono molto soddisfatto e contento di loro, si impegnano sempre e manifestano voglia di imparare, caratteristiche fondamentali in queste categorie. Vengono martellati in ogni seduta dall’inizio alle fine per ricercare sempre un possibile miglioramento. Sono straordinari”.

Con questa situazione anomala, hai dovuto stravolgere i metodi di allenamento?

“I portieri sono stati la categoria meno penalizzata, anche prima bene o male non c’era molto contatto tra di loro. Stiamo continuando le attività con lo stesso programma di allenamento; sfruttiamo la pausa per lavorare al meglio con intensità soffermandoci anche sulle piccolezze da correggere in modo da arrivare pronti alla ripresa dei campionati”.

Cosa ti aspetti dai tuoi atleti in vista del prossimo anno?

“Il mio scopo è far crescere i miei portieri sotto l’aspetto tecnico, tattico e soprattutto caratteriale, in queste età è fondamentale che i ragazzi maturino di testa. Cercherò da qui a fine anno di spronarli nel migliorare ancora di più per conquistarsi la riconferma per la categoria superiore, magari potendo entrare nel giro della prima squadra”.

Che qualità servono per diventare un portiere professionista?

“Per diventare un portiere professionista servono diverse qualità; i portieri moderni devono essere bravi nella gestione di palla con i piedi, avere carattere e personalità. Le ultime caratteristiche sono essenziali; ci sono portieri molto bravi tecnicamente che sentono le partite facendosi sopraffare dalle emozioni, nei professionisti non deve accadere per queste le ritengo particolarità influenti nella carriera di un estremo difensore. (Edoardo Pagani)