La visione di Casolari

6 Nov 2020

Dopo il tormentato periodo iniziato lo scorso marzo, lontani dai campi da calcio, dai loro amici e compagni di squadra, i giovani canarini stavano rivivendo quelle bellissime sensazioni che si provano nel calciare un pallone. Il coronavirus non vuole lasciarci in pace di nuovo, costringendo tutti noi a reprimere qualsiasi momento di socializzazione.

Ancora una volta i settori giovanili professionistici sono costretti a fermarsi, interrompendo le partite ufficiali; almeno gli allenamenti vanno avanti ma nella forma con distanziamento. Un duro colpo per tutti gli addetti ai lavori che si sentono privati di quegli splendidi momenti che si possono solo assaporare durante una partita. 

Il segretario del settore giovanile, Stefano Casolari, spiega come sia faticosa e problematica questa situazione e quali soluzioni il Modena sta adottando per sopperire a queste mancanze.

In questo difficile e malinconico periodo per il settore giovanile, quanto è importante il ruolo di segretario?

“In ogni momento tutti i ruoli sono importantissimi, dal responsabile del settore giovanile, al segretario, al responsabile scouting, agli staff tecnici e sanitari sul tema tutti dobbiamo recitare la nostra parte per ottenere quella somma che significa lavorare di squadra. Il responsabile del settore giovanile si rapporta periodicamente con gli staff tecnici ed annessi gruppi squadra per trasmettere la necessaria serenità che viene agevolmente percepita ed illustrare le raccomandazioni del caso sui vari comportamenti; nella qualifica di segretario mi manca l’organizzazione settimanale delle gare e gestione campionati. D’altro canto c’è sempre la possibilità di lavorare sui futuri aspetti burocratici delle posizioni federali dei nostri tesserati, organizzare periodicamente i rinnovi delle idoneità medico-sportive, inviare le comunicazioni alle famiglie dei tesserati circa le conduzioni sanitarie di vita che devono osservare sia in campo che fuori dal campo, il tutto in perfetta sinergia con lo staff medico. Il mio lavoro è in piena coesione e collaborazione con quello di tutte le aree: dal responsabile Mauro Melotti, al capo scouting Giancarlo Bocelli, ai vari staff tecnici e staff sanitari. I medici sociali sono di assoluta esperienza; in questo periodo tormentato, dal punto di vista della sanità generale, hanno avuto l’occasione di scendere in pista recitando una parte importante sulle buone condizioni sanitarie dei nostri tesserati. Anche i fisioterapisti, con la loro fresca preparazione in materia, stanno compiendo un ottimo lavoro sui muscoli dei giovani canarini”. 

Quale è la tua opinione riguardo gli allenamenti con distanziamento?

“Con la sospensione dei campionati del settore giovanile agonistico fino al 24 novembre i team possono svolgere solamente gli allenamenti, sebbene con il distanziamento. Visto il periodo, è un sacrificio a mezzo servizio che si osserva volentieri pur di continuare ad allenarsi evitando il contatto fisico, in quanto permette ai ragazzi di tutte le categorie di farsi trovare adeguatamente preparati il giorno in cui ci sarà la ripresa dei campionati”.

Quale è il tuo augurio per i ragazzi del vivaio?

“Senza ombra di dubbio ognuno di essi si impegna e dà il massimo sia in campo che fuori. Le prime partite della corrente stagione sportiva sono state caratterizzate dalla continuità del buon lavoro svolto dal direttore Mauro Melotti e dagli staff tecnici. L’ottimo operato è rappresentato dal fatto che ogni domenica nelle distinte della prima squadra compare in pianta stabile il nome di un autentico prodotto del vivaio canarino, quale l’attaccante Fabio Abiuso (classe 2003) già autore di tre spezzoni di presenza in Serie C, nonché di due reti segnate nelle gare amichevoli precampionato. L’augurio migliore per i nostri tesserati è che altri ragazzi delle giovanili possano percorrere le orme di Fabio”.

Essendo anche lo speaker dei gialli, che emozioni provi nell’annunciare un goal senza pubblico?

“Uno stadio senza pubblico è come una spiaggia senza sole. L’A-B-C dello speaker però recita anche che con il buon senso bisogna adeguarsi ai vari momenti. In questo caso non mi manca il microfono, ma il buon senso evidenziato prima impone annunci rimanendo come si suol dire sul sobrio, accontentandosi finchè le gare saranno disputate a porte chiuse, ad annunci delle segnature canarine pronunciando il numero, nome e cognome del marcatore di turno con un taglio gialloblù. Annunci delle formazioni, delle sostituzioni, e delle comunicazioni fisse gara per gara, tra le quali quella valida per i pochissimi presenti annessi (gli staff delle due società) di raccomandazione all’osservanza delle normative anti-Covid 19. Per ora accontentiamoci della necessità virtù, comunicando il necessario in modo intelligente e sperando di volta in volta nelle vittorie dei ragazzi di Mignani affinchè il nostro Modena, che è guidato da una proprietà esemplare, possa ritornare nella tanto agognata cadetteria. Speriamo che presto ritornino le condizioni dagli enti preposti, per ospitare il pubblico sugli spalti, magari seguendo degli step, uno dopo l’altro. Sarebbe un grande risultato ripartire con il massimo sindacale dei 1000 spettatori e successivamente riempiendo gli stadi alla vecchia maniera, soprattutto perché gli incassi del botteghino rappresentano dei benefici importanti e legittimi per tutte le società di calcio a prescindere dalla categoria”.

Quanta voglia c’è da parte tua di poter annunciare una rete gialloblù a squarciagola con lo stadio pieno?

“Se in futuro ripartiremo con lo step dei 1000 non vedo l’ora, figuriamoci con lo stadio pieno come alcuni mesi fa. Ho ancora in mente lo stadio Braglia pieno in occasione del derby Modena-Sassuolo 2-1, stagione 2012/13, vittoria in rimonta con doppietta di Matteo Ardemagni e con tutto lo stadio che al termine della mia frase di celebrazione ha scandito le tre volte abituali il suo cognome. Roba da pelle d’oca”.

Per rimanere in argomento, quale è la frase celebrativa quando segna bomber Stefano Scappini?

“Già collaudata in occasione della vittoria sul Ravenna per 3-0, suo il secondo goal: Ha raddoppiato per il Modena…Ha segnato per la nostra citta’…Ha segnato per i nostri colori…Ha segnato per il pubblico di Modena…La sua classe non indugia…Segna il cobra di Perugia…Ha segnato…Il bomber…Il n. 9…Stefano…Scappini!!!”.

Ed una frase per caricare l’ambiente gialloblù in questo periodo?

“La squadra, lo spogliatoio e tutte le realtà adiacenti sono compatte e si caricano bene a vicenda. Diciamo che volendo aggiungere la vecchia ma sempre valida ciliegina sulla torta, possiamo dire: Batte forte il nostro cuore…Gialloblù è il suo colore!!! Anziani, giovani, ragazzi e bambini…Forza casacche gialle, avanti canarini!!!”.