Matteo Rivetti: “Il vivaio è fondamentale”

5 Ago 2021

Sono passati poco più due mesi da quando il Modena ha cambiato proprietà passando da Kerakoll a Rivetex. Un periodo relativamente breve, ma pieno di appuntamenti e novità per il nuovo corso. Ieri c’è stata la presentazione dello staff del settore giovanile: “Il vivaio – le parole dell’amministratore delegato Matteo Rivetti – in quella che è la visione di calcio della nostra famiglia deve avere una centralità sempre più importante in tutta l’attività societaria del Modena Football Club, i giovani sono e saranno un pilastro fondamentale”.
Alla guida dei giovani è stato confermato Mauro Melotti: “Mauro conosce il calcio ed è modenese. La sua esperienza ci aiuterà a crescere. Insieme a lui lavora già da tempo il segretario Stefano Casolari, una delle colonne di questo club, a loro abbiamo aggiunto Filippo Bruni che collaborerà in stretta sinergia con Mauro e Stefano e con il capo scouting del vivaio Giancarlo Bocelli”.
Nel recente passato i giovani hanno dato belle soddisfazioni al club di viale Monte Kosica: “Lo scorso anno tre ragazzi delle giovanili hanno esordito in prima squadra, nel tempo vorremmo incrementare questo numero, questo vorrebbe dire aver aumentato il rapporto fra il Modena F.C, la città e la provincia in cui ci troviamo”.
Sei squadre al via dei prossimi campionati che si allenano a Saliceta e giocano in quattro campi diversi: “L’obiettivo nel breve medio termine – continua Matteo – è avere tutte le squadre in un unico centro sportivo. Quando questo avverrà, il nostro vivaio crescerà ancora e ci darà tante soddisfazioni”.
Il calcio è fatto anche di rapporti sociali e percorsi di vita: “E’ fondamentale avere un dialogo con le famiglie e le nuove generazioni che crescono, loro sono il futuro. Già in questa stagione vorremmo intraprendere un percorso con le scuole andando nelle classi quando si potrà farlo, il nostro staff sta lavorando su questo”.
Nella scorsa stagione il club gialloblù ha dato vita all’iniziativa Next Generation Scuola di Web Radio: “Vista da fuori mi è parsa una bella esperienza, un progetto sociale in cui i ragazzi che hanno aderito sono cresciuti anche fuori dal campo”.